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Gli incidenti domestici in Costiera Amalfitana

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Il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello (CUEBC), con il supporto del Consiglio d’Europa, già a partire dall’anno 2018 ha avviato alcuni progetti (IKMeFiND, Indigenous Knowledge and Media to Fight Natural Disasters e LoKSAND, Local Knowledge and Schools Against Natural Disasters) finalizzati all’identificazione ed al censimento di grandi e piccoli rischi per la popolazione, gli edifici, il paesaggio, le infrastrutture, presenti nel sito Unesco Costiera Amalfitana.

Accertata l’importante funzione di prevenzione svolta dalla consapevolezza, per la popolazione, delle condizioni di pericolo e delle relative cause, i suddetti progetti sono stati completati da azioni di pubblicità e diffusione attraverso il coinvolgimento delle scuole e la pubblicazione di articoli su giornali on line.

Con le medesime finalità di divulgazione dei potenziali rischi – e sempre con il supporto del Consiglio d’Europa – per il biennio 2022-2023 il CUEBC ha lanciato il progetto SADUR (Schools Against Domestic and Urban Risks), che propone metodi e azioni utili a ridurre gli incidenti domestici e quelli in ambito urbano: eventi, in particolare i primi, tanto ricorrenti quanto poco approfonditi e molto sottovalutati da istituzioni e media, se non nei casi più eclatanti. Solo per citare qualche esempio: in Sicilia un’esplosione prodotta da una fuga di gas ha ucciso un uomo e distrutto la sua abitazione (agosto 2022); a New York un incendio, causato da un forno elettrico, ha ucciso 19 persone (gennaio 2022); in provincia di Verona due ragazzi sono morti per esalazioni di monosssido di carbonio (gennaio 2018) ed un analogo incidente privò di entrambi i genitori il famoso regista Paolo Sorrentino all’età di 16 anni; in Sicilia, un’esplosione dovuta ad una fuga di gas dalle condotte ha distrutto diversi edifici e causato 9 morti (dicembre 2021); a Napoli, il crollo di parti di cornicione ha causato due morti, tra cui un ragazzo di 13 anni (giugno 2019, luglio 2014).

Si tratta di incidenti che, presi singolarmente, non possono essere classificati come “disastro”, ma che hanno una diffusione territoriale e una ricorrenza che producono un impatto significativo sulla comunità locale e sui sistemi urbani. Un impatto ancora maggiore nei centri storici, dove la ristrettezza delle strade, gli edifici fatiscenti e, in genere, le attrezzature obsolete, rendono gli edifici più vulnerabili ai rischi domestici e urbani. Senza contare che tali rischi sono diventati sempre più diffusi, anche in seguito alla pandemia di Covid 19, che ha incoraggiato le persone a rimanere a casa.

In verità le possibilità di prevenirli, o ridurli, non mancano.

L’Italia, ad esempio, ha una Legge (la n.493 del 1999) che mira alla tutela della salute nelle abitazioni in attuazione della quale l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha istituito il Sistema Informativo Nazionale Incidenti in Ambienti di Civile Abitazione – SINIACA (oggi con un’apposita sezione del sito web dedicata al tema https://www.iss.it/siniaca-la-sorveglianza-siniaca, alla quale si rimanda per la bibliografia). Nella pagina di presentazione, con riferimento ai dati dello studio Aspetti della vita quotidiana. Indagine multiscopo, pubblicata dall’ISTAT nel 2019 (presumibilmente su dati 2014), si evidenzia che in Italia si verificano più di 3 milioni di incidenti domestici, dei quali più della metà (il 60%) necessitano dell’intervento del pronto soccorso, circa 135.000 vengono ricoverati e 5.500 muoiono (stime ISS). Essendo la situazione analoga in tutta Europa, l’ISS evidenzia come gli incidenti domestici siano un importante problema di salute pubblica (e di costi per il sistema sanitario).

Dall’indagine dell’STAT condotta nel 2014 si rileva, inoltre, che le categorie maggiormente interessate sono donne, bambini ed anziani, che l’ambiente più “pericoloso” è la cucina, soprattutto per le donne per le quali più della metà degli incidenti accade nel corso dello svolgimento delle faccende domestiche. Per gli uomini, hanno un discreto peso anche le riparazioni/fai da te ed il gioco. Da rilevare che, per entrambi i sessi, più di un quarto degli incidenti non avvengono durante lo svolgimento di lavori particolari e poco meno del 15% accade in occasione delle normali attività fisiologiche.  

Le tipologie di incidente rilevate, in percentuale, rispettivamente per maschi e femmine, sono: le cadute (45,4; 58,9), le ferite (27,6; 16,9), le ustioni (6,4; 16,3), urti o schiacciamenti (16,8; 11,8), corpi estranei in occhio, orecchie, ecc. (4,4; 0,6), soffocamento (1,1; 0,0). 

Per i bambini fino a 13 anni, l’incidente più frequente è la caduta, che per i più piccoli può causare ferite alla testa con conseguente necessità di controlli medici in ospedale. Per i più grandi, fino ai 17 anni la gran parte delle lesioni sono ferite da urti e schiacciamenti.

Da una prima ricognizione degli articoli e delle informazioni  pubblicate, di cui si è appena dato qualche cenno, si può rilevare che gli stessi non sono recenti e che non sono disponibili dati disaggregati al livello comunale.

In aggiunta alle attività nelle scuole e sul terreno, il progetto SADUR prevede quindi che, dopo un inquadramento generale della problematica, si cercheranno le informazioni sulle tipologie di infortuni disponibili (o non) presso istituzioni ed enti pubblici e/o privati anche a livello locale per il comprensorio della Costiera Amalfitana. Sarà inoltre effettuata una ricognizione di eventuali articoli di stampa pubblicati, si immagina, nel caso di eventi dagli esiti particolarmente tragici.

I risultati delle ricerche saranno illustrati attraverso un ciclo di articoli nella stampa locale, che comprenderanno anche una panoramica sul redigendo Manuale per l’Individuazione dei Rischi Domestici Nascosti (Manuale IRDN) e sulla Carta dei Rischi Urbani (CRU), due dei prodotti divulgativi di SADUR.

L’autore degli articoli è l’Ing. Andrea Della Pietra, che illustrerà le ricerche effettuate della Dott.ssa Maria Carla Sorrentino, con la supervisione del Prof. Ferruccio Ferrigni.

redazione
http://www.quotidianocostiera.it
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