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«Ha pagato di tasca sua per la salute di una bambina»: il CNDDU elogia la vigilessa di Cetara

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Un gesto silenzioso, ma dirompente. Una giovane agente della polizia municipale di Cetara, appresa la presenza di farmaci salvavita destinati a una bambina di sei anni all’interno di un’auto rimossa dal carro gru, ha scelto di pagarne di tasca propria il riscatto, pur di garantire l’immediato accesso alla terapia.

Un atto di generosità che ha colpito profondamente il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che ha deciso di esprimere pubblicamente il proprio apprezzamento.

In un’Italia spesso afflitta da lentezze amministrative, cinismo istituzionale e colpevole indifferenza, la scelta di questa agente rappresenta un gesto di altissimo valore etico, civile e umano”, ha dichiarato Romano Pesavento, presidente del CNDDU.

L’episodio, avvenuto senza clamore e lontano dai riflettori, secondo il CNDDU costituisce una vera e propria “lezione” di educazione civica.

“È un atto pedagogico potentissimo – ha spiegato Pesavento – che dovrebbe entrare nelle scuole, essere discusso nei consigli di classe, diventare parte viva dei programmi scolastici e dei percorsi sui diritti umani”.

Per il Coordinamento, l’agente non ha solo rispettato il proprio dovere, ma ha incarnato i principi fondamentali dell’educazione ai diritti umani, dimostrando come la solidarietà, l’empatia, la tempestività e il senso di giustizia siano valori che si possono – e si devono – mettere in pratica nella vita quotidiana.

“Non si è trattato semplicemente di un comportamento esemplare – ha sottolineato ancora Pesavento – ma di un esempio concreto di cittadinanza attiva, quella che noi docenti proviamo ogni giorno a trasmettere ai nostri studenti, spesso senza riuscire a darle un volto così nitido”.

In un tempo in cui spesso le istituzioni si rifugiano dietro la “neutralità delle procedure”, disumanizzando il proprio volto, la scelta della vigilessa ricorda a tutti che la legge, se priva di coscienza, rischia di diventare mera burocrazia.

Anche il rifiuto del protagonismo mediatico è stato evidenziato dal CNDDU come parte integrante della nobiltà del gesto.

“Ha fatto quello che riteneva giusto, senza cercare applausi né telecamere. In un’epoca in cui la visibilità è diventata moneta di scambio e la solidarietà esige testimoni, il suo silenzio vale quanto un grido”.

Il CNDDU auspica che l’episodio venga segnalato come buona pratica civica nelle scuole italiane, e annuncia l’intenzione di promuovere, nelle prossime settimane, attività didattiche ispirate a questa vicenda, affinché il concetto di cittadinanza attiva non resti un enunciato teorico, ma diventi un’abitudine concreta tra i banchi.

“Alle istituzioni chiediamo che questi gesti non rimangano aneddoti isolati – ha concluso Pesavento – ma diventino parte dell’architettura etica del nostro vivere comune”.

Infine, un pensiero diretto a chi, con un gesto tanto semplice quanto straordinario, ha dimostrato il volto migliore dell’Italia:

“Alla vigilessa di Cetara, simbolo discreto di un’Italia più giusta e solidale, va il nostro più sentito grazie”.

redazione
http://www.quotidianocostiera.it
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