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“La Pace impura”, il messaggio di Padre Enzo: «Dialogo unica arma per disinnescare conflitti»

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Padre Enzo Fortunato è stato tra i testimonial de “Il grido della Pace”, l’incontro di dialogo e preghiera tra le religioni mondiali promosso da Sant’Egidio, svoltosi a Roma dal 23 al 25 ottobre.

Il convegno al Centro Congressi “La Nuvola”, si è aperto in plenaria il 23 pomeriggio con le voci di grandi rappresentanti del mondo politico- istituzionale: con Andrea Riccardi hanno dialogato il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, e l’omologo francese Emmanuel Macron con Mohamed Bazoum del Niger, un paese chiave per il contrasto al jihadismo e il transito di migranti, in un interessante momento di confronto Africa – Europa. A queste voci hanno fatto eco quelle delle religioni: il cardinale Matteo Zuppi, il rabbino di Francia Haim Korsia, il segretario della Lega Mondiale islamica, Al Issa.

Il 24 e il 25 mattina una serie di Forum, a cui ha preso parte Padre Enzo, hanno affrontato temi di grande attualità, come la questione ecologica, le migrazioni, il valore di salvare vite umane, la guerra che sfida l’Europa, e temi di carattere più religioso, come la preghiera, la Parola di Dio, la Pasqua comune, tema cruciale del dialogo ecumenico. 

Padre Enzo Fortunato è stato inervistato dla direttore di Famiglia Cristiana, don Stefano Stimamiglio (clicca qui). «I mezzi di comunicazione di sociale, specchio delle nostre società, diventino reti di persone e di speranza» ha sottolineato. Nell’articolo pubblicato sull’Huffington Post, che riproponiamo di seguito, “l’influencer col saio” sceglie un titolo d’impatto: “La Pace impura”. “I sogni della purezza sono pericolosi, la storia lo insegna. L’unica arma per disinnescare i conflitti è il dialogo” scrive Padre Enzo.

LA PACE IMPURA

di Padre Enzo Fortunato

È quanto mai difficile oggi parlare di pace. Ci siamo tornati su più volte, anche in questo spazio. Lo stesso presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, nel suo recente intervento presso la Comunità di Sant’Egidio, non lo ha nascosto. La Francia è uno stato laico, che possiede armi nucleari e che ha storicamente un rapporto complesso con le religioni. Può davvero raccogliere quel “grido di pace”, cui richiama sin dal titolo l’evento organizzato a Roma il 24 ottobre da una comunità religiosa? Se ne può parlare oggi “quando ogni giorno dobbiamo spiegare che bisogna resistere, che dobbiamo parlare di sconfitta del nemico, di vittoria, e che ovunque in Europa e nel mondo si attendono parole che il più delle volte sono bellicose”? Né pace può voler dire “la consacrazione della legge del più forte, o il cessate il fuoco che cristallizzerebbe uno stato di fatto”.

Le parole di Macron dicono della complessità della situazione in cui è contesa e strumentalizzata la parola pace (e le nostre piazze divise lo dimostrano). Eppure la pace deve essere la prospettiva da costruire, insieme al popolo aggredito, gli ucraini, che giustamente rivendicano la sovranità sul proprio territorio. Una pace che definirei “impura”, che non ceda alle pulsioni della purezza etnica, religiosa e culturale, come ha sostenuto il capo dell’Eliseo.

I sogni della purezza sono pericolosi, la storia lo insegna. “Cosa possono fare, allora, le religioni?”, è la domanda posta a Macron da Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio. La risposta del presidente francese è quanto mai convincente. Le religioni devono essere un presidio di resistenza della dignità umana, soprattutto quando il potere politico cerca di strumentalizzarle, manipolandole ai propri fini. Nello “spirito di Assisi”, da cui nasce l’iniziativa interreligiosa di Giovanni Paolo II nella città di San Francesco nel 1986, Riccardi ricorda come in questo passaggio storico “stiamo soffocando senza dialogo”. Il Poverello parlava con tutti. Chi è veramente sapiente e uomo di pace impara da ogni uomo perché non esistono uomini che non siano interessanti. “Rimettiamo la pace al cuore della visione del futuro come obiettivo centrale del nostro agire personale, sociale e politico”: è con queste parole che il Papa ha chiuso la manifestazione con i rappresentanti delle Chiese e Comunità cristiane e delle Religioni mondiali. E – ha aggiunto – l’unica arma per disinnescare i conflitti è il dialogo. Ha ragione il nostro fratello e Gran Rabbino di Francia, Haim Korsia. La Comunità di Sant’Egidio, anche per questo, merita il Nobel per la pace.

redazione
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