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Ravello, 18 settembre torna la magia dei fuochi di Torello [PROGRAMMA]

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A Ravello torna lo spettacolo pirotecnico-scenografico al borgo Torello a conclusione dei festeggiamenti in onore dell’Addolorata (programma consultabile in basso).

Domenica 18 settembre, l’intero borgo medievale, distinto dalle tradizionali case con volte estradossate tra pergolati di vite e di limone, diventa scenario ideale per le incantevoli coreografie che ottengono sempre l’unanime consenso del pubblico e degli esperti per la bellezza degli artifici, la cura dei colori e la ritmicità dei colpi di che fanno dei fuochi dolci melodie. I componenti del comitato per i festeggiamenti in questi giorni sono alle prese con i preparativi.

Memori delle conseguenze dello spettacolo del 2019 a cui seguirono incendi sparsi anche a minacciare le abitazioni del borgo, quest’anno la scelta degli elementi pirici prevede colpi i cui residui di fuoco si dissolvano più velocemente in aria, evitando di giungere al suolo. Lo spettacolo sarà privato del fascino del salice piangente (o pioggia), ritenuto rischioso.

Da circa quarant’anni l’appuntamento richiama a Ravello curiosi e affezionati provenienti da tutto il mondo che, di anno in anno, usano riservare le migliori suites degli hotels a cinque stelle con vista sul borgo.

Lo spettacolo pirotecnico di Torello, come già descrisse il professor Luigi Buonocore, si inserisce nel solco dei tradizionali “incendi”, scenografie di fuoco probabilmente eseguite per la prima volta a Napoli nel corso del XVII secolo.

La festa, di cui si hanno notizie almeno dal 1887, secondo quanto leggiamo nella “Ravello Sacra-Monumentale” del canonico don Luigi Mansi, iniziava con il settenario e viveva il momento più significativo durante la processione della sera che richiamava i fedeli anche dai paesi vicini.

Le origini dell’inimitabile spettacolo vanno, invece, ricercate nel secondo dopoguerra quando l’indimenticato professor Mario Palumbo, mosso dalla grande passione per le arti pirotecniche, allestì con pochi bengala, regalati da un “fuochista” della vicina Pogerola, una fiaccolata per salutare il passaggio della “Mater Dolorosa”. Novità che subito accese d’interesse il piccolo borgo, abituato fino a quel momento a celebrare la festa mariana con congegni perlopiù acustici, a base di sola polvere da sparo e, pertanto, privi di un elemento così importante quale è il colore.

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