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Ravello, da  Regione altri 7,5 milioni per completamento restauri a Palazzo Episcopio

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di EMILIANO AMATO

Nuovo finanziamento regionale per il completamento degli interventi di restauro di Palazzo Episcopio, l’antica sede vescovile di Ravello, residenza di Vittorio Emanuele III nel 1944 e di Jacqueline Kennedy nell’estate del 1962. L’antico palazzo, sede vescovile dal 1086, di proprietà della Regione Campania, ritroverà la sua magnificenza dopo i primi importanti lavori di consolidamento e restauro delle facciate.

Palazzo Santa Lucia, infatti, ha desinato la somma di 7,5 milioni di euro (iva inclusa) per l’adeguamento degli ambienti interni e per gli impianti.

Lo scorso 15 maggio la Regione Campania ha pubblicato la procedura di gara per l’affidamento dei lavori. Il criterio resta quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’esecuzione dei lavori. Le domande dovranno pervenire entro il prossimo 26 giugno. Gli interventi prevedono la liberazione degli ambienti da tutti gli elementi avulsi ed incongrui, con interventi strutturali mirati a conferire un miglioramento statico al manufatto architettonico, riorganizzando gli spazi interni al fine di dotarlo di tutti gli ambienti necessari alla nuova funzione, nel pieno rispetto della sua unità architettonica. Originariamente per il complesso era stata immaginata una destinazione culturale, un centro di formazione e perfezionamento per giovani musicisti.

L’edificio, con vista mozzafiato sul golfo di Salerno, viene costruito a partire del X secolo, e l’intera struttura oggi si sviluppa su sei livelli per totali 1600 metri quadrati di ambienti interni, oltre alle meravigliose terrazze panoramiche.

Il primo intervento strutturale, conclusosi nell’ottobre del 2021 e durato 22 mesi, ha visto il rifacimento delle murature esterne deteriorate dal tempo. Lavoro che ha assorbito risorse per 1,7 milioni di euro. Maestranze e restauratori, sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, hanno riportato il palazzo all’antico splendore, utilizzando una speciale malta a base di calce con colorazione derivante da prodotti naturali. Anche il rifacimento dei tetti ha visto il recupero di strutture ed elementi preesistenti: dalle tegole con i coppi in terracotta ai sostegni di grosse travi in legno di castagno, trovati in discreto stato di conservazione e opportunamente restaurate. Ora l’ultima parte dell’intervento dovrà ora interessare gli ambienti interni, con gli adeguamenti e la realizzazione degli impianti, compresi moderni ascensori con collegamento anche da Via Boccaccio. I lavori potrebbero iniziare appena terminata l’estate e magari ultimarsi prima del 5 giugno 2024, in occasione dell80esimo anniversario della firma del decreto luogotenenziale da parte di Re Vittorio Emanuele III al figlio Umberto, avvenuta nel 1944 proprio a Palazzo Episcopio.

Villa Episcopio fu la residenza vescovile di Ravello dal 1086 fino al 1818. Il 26 maggio 1880 ospitò Richard Wagner che a Ravello trovò l’ispirazione per il secondo atto del Parsifal nei giardini di Villa Rufolo. Qui, con sua moglie, potè pranzare alla locanda impiantata dal Sir Nevile Reid che acquistò il complesso di Villa Rufolo con palazzo Episcopio nella metà dell’Ottocento. André Gide vi scrisse “L’immoraliste”, mentre Edward M. Forster ci ha ambientato il racconto “Story of a panic”.

Ma Palazzo Episcopio è stata anche la culla dell’Italia repubblicana. Dal 14 febbraio al luglio del 1944, durante il breve periodo di Salerno capitale, fu dimora di re Vittorio Emanuele III. All’interno delle sue sale il 24 aprile del 1944 giurò il primo governo di unità nazionale guidato da Pietro Badoglio e formato, tra gli altri, da Benedetto Croce, Carlo Sforza, Palmiro Togliatti.

Il 5 giugno di quello stesso anno, il giorno seguente la liberazione di Roma, a Villa Episcopio il sovrano firmò il decreto luogotenenziale in favore del figlio Umberto. Nell’agosto del 1962 vi soggiornò, per tre settimane, la first lady d’America Jacqueline Kennedy.

Prima di lei era la regina dei Paesi Bassi, Giuliana, una habitué del palazzo. Nel 2006 la tentata vendita da parte della famiglia Aielli, ultima erede del fabbricato, a un noto imprenditore alberghiero dell’agro nocerino sarnese. Nel febbraio del 2007 il Comune di Ravello sollecitò la Regione Campania ad esercitare il diritto di prelazione. L’ente regionale rilevò l’immobile per 6 milioni di euro.

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