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Salernitana salva, la lettera di Ulisse Di Palma al Presidente Iervolino

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Pubblichiamo lettera aperta del dott. Salvatore Ulisse Di Palma, consigliere comunale di Ravello, indirizzata a Danilo Iervolino, presidente dell’Unione Sportiva Salernitana che ieri ha centrato lo storico traguardo della salvezza in Serie A.

Grande Presidente,

sicuramente avrà ricevuto, in queste ore, migliaia di messaggi che non avrà ancora avuto neanche il tempo di visionare.

Io mi unisco a questi tanti amici che hanno avuto un doveroso pensiero nei suoi riguardi per questo autentico “miracolo” che il popolo granata meritava, non fosse altro per le tante sofferenze patite, per i tanti bocconi amari costretti a deglutire, per una vittoria che dovrebbe essere il toccasana, la pozione magica, capace di fugare il colore nero di una nottata che è passata, facendo prevalere i colori che già si intravedono di un’alba foriera di soddisfazioni e di meritate conferme, perché no anche in campo internazionale.

So già che qualcuno, parafrasando Marx parlerà del calcio come oppio  del popolo, ma in questo momento di gioia non ho voglia di polemizzare, ma semplicemente di gridare: “Ce l’abbiamo fatta, siamo degni della serie A e ci resteremo”.

Mezzanotte è passata, ma io stento a prendere sonno e, mi ritrovo alla mia scrivania a tentare di esternare e fare comprendere questo autentico e forte sentimento di gioia, in uno con i tifosi tutti granata che è cominciato al triplice fischio di chiusura dell’ arbitro e, a conferma che il Cagliari non era andato oltre il pareggio, un sentimento  che mi accompagnerà ancora per molto, in questa notte magica che Lei è riuscito a regalarci a ristoro di tante umiliazioni ricevute, di fregature, di qualunquismo e, che Lei, novello Robin Hood ha saputo, con intelligenza, cavalcare e trasformare in realtà quello che poi era il sogno di tutti, grazie anche alle Sue capacità indiscusse imprenditoriali e dirigenziali.

La piazza aveva già avuto modo di conoscere la Sua valentia imprenditoriale e, quando ha afferrato il timone della società Salernitana Calcio alla deriva, docilmente ci siamo lasciati condurre in questa avventura, il cui orizzonte era sicuramente più nero della pece, ma che Lei è riuscito a ridipingere, regalandoci i colori stupendi del nostro Mediterraneo.

Ma come ho già detto, mi auguro, fra non molto, di poter tessere le Sue lodi che non si limitano alla “magia”, ma che, come ha affermato, qualche tempo fa, sanno di Rivoluzione per tutto quello che intende progettare e realizzare a sostegno e conforto di una società provinciale che, intelligentemente accompagnata da un genio imprenditoriale potrà e dovrà essere annoverata fra le storiche società di antico blasone e di esperienza.

Quindi, caro Presidente, mi ritrovo a ballare, anche se lontano, con le migliaia e migliaia di tifosi stipati nello stadio e, in ogni dove della città, una città che rivive l’avvenimento brasiliano di un carnevale che ricominciato questa notte, sicuramente durerà, per soddisfazioni, ancora tanto.

Lei ha saputo dare dignità ad una città piegata, ad una città che sa soffrire nel silenzio, ad una città che meriterebbe tanto, molto di più, ma  che, talvolta, per disparati motivi deve segnare il passo, abbozzare e sperare.

Da questa sera varrà l’imperativo: “Cittadino salernitano sono”, parafrasando l’imponente locuzione latina: “Civis Romanus sum”.

Programma sintetico, di forza straordinaria, chiave capace di aprire le porte di ogni dove e superare qualunque confine.

La storia, di certo, si ricorderà di Lei, Presidente, delle imprese, dei suoi atleti che almeno, fino all’ ultima gara avevano saputo dare il meglio di se stessi, giganteggiando tra mille difficoltà e, perché no, tra tanti ” iettatori”.

Una volta tanto, la Dea bendata ci ha dato una mano, forzata dal cuore e dal fluido dei centomila e più tifosi che hanno capito l’ultima sconfitta, perché come alle Termopili gli undici di mister Nicola, sovraccaricati psicologicamente, stremati nelle forze, hanno fatto comprendere il loro essere umani, il loro senso di responsabilità superiore alle aspettative e, di qui, il crollo che i tanti supporters granata hanno compreso ed intimamente giustificato.

Presidente Iervolino, con queste premesse Lei, nel mondo del calcio ha trovato terreno fertile e una strada per conseguire lusinghieri successi.

Desidero, in ultimo, rammentarLe che il cuore granata non è solo quello della città, ma dei tantissimi, che per ovvi motivi risiedono nel mondo, perché la fede granata non conosce limiti spaziali e, per tale motivo, anche come Consigliere comunale della Città di Ravello, interpretando e, ne sono sicuro, il pensiero dei colleghi amministratori, di invitarLa, unitamente alla squadra nella nostra città, che orgogliosamente e, non a torto si fregia di Città della Musica, per consolidare un gemellaggio artistico fra calcio e musica, sì perché il ritmo, a ben guardare, in entrambi i casi la fa da padrona.

Sì, l’invito è anche motivato dalla magia che ogni angolo della città emana e dove, dagli innumerevoli terrazzamenti ricchi del nostro oro che è il limone, ogni sguardo, ogni emozione che proviene dal cuore, ogni lacrima che ne solca il viso si proietta in quell’ Infinito  dove tutto si perde.

Grazie, grazie ancora Presidente, per tutto ciò che finora ha fatto e per tutto ciò che farà.

Salvatore Ulisse Di Palma

Medico cardiologo, consigliere comunale di Ravello

redazione
http://www.quotidianocostiera.it
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