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Amalfi

Ottobre, mese dei “Granati”

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di GIUSEPPE GARGANO

«Il verde melograno dai bei vermigli fior» dipinge la calda estate con alterni e complementari colori: il verde delle foglie contrapposto al vermiglio dei fiori, quei fiori che ad ottobre diventano rigogliosi frutti dai chicchi granata e per questo nell’idioma dialettale chiamati “granati”.

Di granata si tinge, in questo caldo anomalo autunno, così caldo da non farci notare le tradizionali “estate dei morti” ed “estate di san Martino”, la festa dell’Olimpico di Roma e la festa dell’Olimpico di Torino, di quello stadio dove rifulse leggendaria la gloria del Grande Torino. I granata del cavalluccio marino e i granata del toro in un lontano 1948, una data che ricorda storiche rivoluzioni, si affrontarono al Vestuti di Salerno, dove puntualmente “successe il quarantotto”: al goal del provvisorio vantaggio salernitano avrebbe poi fatto seguito la gragnuola delle quattro reti toriniste, dopo che Valentino Mazzola aveva fatto notare al pubblico in delirio, indicando l’orologio, che la partita era appena cominciata e che tutto sarebbe cambiato alla carica del “quarto d’oro granata”.

Ieri, domenica 30 ottobre dell’anno 2022, le due tifoserie entrambe granata hanno festeggiato alla fine dei 90 primi, brindando a due storiche imprese calcistiche, portate a termine dai loro beniamini.

L’aquila laziale, nel mentre tenta di spiccare il suo volo, si accorge di avere problemi non all’ala ma al centro di un attacco orfano del suo bomber Ciro Immobile, campano come i suoi irriducibili avversari di mister Nicola. Questi, ben messi in campo nel loro 3-5-2, hanno recitato in pieno la loro parte, non mollando dopo il goal subìto nel primo tempo, caricandosi dopo il pareggio, per esplodere letteralmente con le altre due reti. Possiamo dire che la Salernitana granata questa volta abbia ripercorso la medesima storia che dovette subire nel 1948 da altri granata del Nord; chissà se qualcuno dalla panchina non abbia indicato a mister Sarri, dopo il centro di Zaccagni, che si era appena all’inizio e che il bello doveva ancora arrivare!

Nell’altrettanto calda, benchè settentrionale, Torino sventolano le bandiere granata caricate dal nero toro proletario e infuriato alla vista del diavolo rossonero; intrecciando le sue corna taurine con quelle appuntite e ricurve dell’essere diabolico, degno di Halloween, le ha letteralmente infrante e, spruzzando alito dalle narici secondo la sua natura, lo ha travolto, caricando a testa bassa e spingendo coi suoi zoccoli posteriori: in questa occasione il torero infernale viene incornato dalla bestia che credeva di infilzare nell’arena olimpica.

Nel pomeriggio precedente il mitico eroe dei fumetti, il neroverde Lanterna Verde, ora di emiliano-romagnola fattura, non aveva scampo contro il “ciuccio superman” partenopeo.

E intanto il cielo continua a tingersi di azzurro, che possiamo definire quotidiano!   

redazione
http://www.quotidianocostiera.it
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