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Alluvione Toscana, volontari Costa d’Amalfi operativi a Campi Bisenzio. Tra fango, rassegnazione e speranza

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di EMILIANO AMATO

Quarto giorno di lavoro tra fango e detriti per i volontari della pubblica assistenza “Millenium Costa d’Amalfi” da domenica in Toscana in aiuto delle popolazioni colpite dall’alluvione nella notte tra il 2 e il 3 novembre scorso.

Campi Bisenzio, Prato, Montemurlo, Seano: sono città e paesi simbolo di una tragedia che ha provocato otto morti.

Il presidente Vincenzo Oddo, con Giovanni Torre, Giuseppe Pisacane e Angelo Apuzzo, che fanno parte della colonna mobile dell’ANPAS Campania, sono stati assegnati a Campi Bisenzio, comune della città metropolitana di Firenze di 47.500 abitanti. Con loro numerosi volontari giunti da diverse zone d’Italia. Mentre il tempo migliora e termina l’emergenza in senso stretto, ci sono strade e case sconvolte dal fango entrato ovunque, dopo la piena dei fiumi tra cui il Bisenzio.

 «Siamo qui con attrezzatura idrogeologica. Lo scenario è quello tipico del post alluvione – ci dice Enzo Oddo – la gente che è stata colpita ha perso tutto. Stiamo operando in rioni con villette a schiera a due piani. Con noi tanti altri volontari di protezione Civile da Puglia, Emilia Romagna, ma anche tanti ragazzi che hanno deciso, a turno, di non frequentare le lezioni per imbracciare le pale. Tutti i garage sono risultati allagati con l’acqua salita anche al primo piano attraverso le scale interne. Ciò che era conservato in questi ambienti, auto, moto, mobilia e il resto, è andato perso. Attualmente i locali vengono svuotati e tutto il contenuto viene portato in strada, destinato alle discariche. Dopo aver ripulito gli ambienti provvederemo a ripristinare la condotta fognaria perché altrimenti non si ha modo di far defluire l’acqua. C’è ancora molto fango da spalare per una bonifica completa e il successivo ripristino della fornitura di corrente elettrica».

Continua il lavoro dei quasi 800 tecnici Enel e imprese di manutenzione. Erano circa 1100, al primo pomeriggio di lunedì, le utenze disalimentate in Toscana. 

Si può solo immaginare la disperazione della gente che ha perso la casa, le aziende, le cose più care.

«Sì, c’è sconforto e disperazione, ma anche speranza. Me c’è anche chi con un sorriso viene a portarci il caffè e quando legge la scritta Amalfi sulle nostre divise racconta il ricordo della vacanza trascorsa in Costiera e ringrazia per la nostra presenza in questo momento difficile».

Venerdì prossimo i quattro volontari rientreranno in Costiera per la staffetta con un’altra squadra già operativa nei giorni successivi. Lì a Campi Bisenzio, in quella terra disgraziata, in quell’inferno di fango e dolore, ci sarà ancora il grande cuore della Costa d’Amalfi.

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