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Intelligenza artificiale contro l’overtourism: dalle Cinque Terre una nuova idea anche per la Costa d’Amalfi

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Negli ultimi anni la Costa d’Amalfi è costretta a fare i conti con il fenomeno dell’overtourism o più comunemente l’assalto del turismo “mordi e fuggi”. Un fenomeno complesso che “soffoca” il territorio e he allo stato, non si riesce a governare. Sono diverse le iniziative messe in campo dai comuni della Divina per cercare di “selezionare” il proprio turismo. Il più attivo è senza dubbio Amalfi (presa letteralmente d’assalto) con una serie di provvedimenti messi in campo dall’amministrazione del sindaco Daniele Milano, con l’eliminazione dei bus turistici da piazza Flavio Gioia, l’aumento della tassa di soggiorno, la creazione della DMO (Destination Management Organizzation) e, in concorso con gli altri comuni, l’attesa ztl territoriale.

Ma la tecnologia e l’intelligenza artificiale possono dare una mano concreta in questo processo.  

Il quotidiano “Repubblica”, con un interessante approfondimento a firma di Michela Bompani, riporta l’esempio della strategia scelta dalle Cinque Terre contro l’overtourism: “Droni, satelliti, semafori, e anche un algoritmo, per gestire l’overtourism. Ovvero quell’invasione di visitatori che traboccano nei borghi e nei sentieri a picco sul mare. Così il Parco nazionale delle Cinque Terre ha deciso di sperimentare un nuovo modello digitale per gestire i flussi, costruendo un’infrastruttura per la raccolta e l’elaborazione dei dati, unita a misure più tradizionali, anche se inedite per un sito Unesco. E, per la prima volta in Italia, nelle acque di un’area marina protetta viene istituita una “Ztl”, zona a traffico limitato, per ridurre l’inquinamento acustico. Tutto questo alla vigilia di una stagione in cui il Parco prevede di superare i 4 milioni di turisti. Anche perché, a metà dell’estate, riaprirà tutta la Via dell’Amore, uno dei più suggestivi e noti sentieri al mondo, a picco sul mare, chiuso nel 2012 dopo il crollo di un costone di roccia in cui rimasero ferite quattro turiste”.

Si parla anche di “un Piano digitale biennale per suddividere e distribuire i flussi che è stato appena approvato e realizzato con la consulenza della società esperta in mobilità Mic Hub. C’è il via libera a un sistema di “totem interattivi” montati all’imbocco dei sentieri: un po’ contapersone, un po’ semafori per bloccare i turisti in caso di sovraffollamento”.

I dati e le immagini – raccolte anche grazie ai droni – confluiscono in una dashboard, che servirà per gestire chiusure e informazioni. Che arriveranno ai turisti semplicemente consultando un’app sul telefonino. E, poiché in molte zone il segnale telefonico è assente, «faremo come in Africa» spiega Andrea Granelli, advisor strategico per il digitale del Parco «con sistemi alimentati con energia autogenerante, per poi sfruttare la connettività satellitare e sviluppare una rete di avvisi, in una zona che per eventi meteo o movimenti franosi può diventare pericolosa». Un algoritmo, inoltre, lavorerà i dati storici degli arrivi dei turisti e i dati climatici, oltre a ricevere le rilevazioni in tempo reale delle presenze. «Il risultato permetterà di aggiornare i visitatori sulle zone troppo affollate e quelle meno, suggerendo itinerari alternativi». E nei giorni da “bollino rosso” su tutto il territorio sono previsti presìdi anche per vietare l’accesso a chi indossa le scarpe infradito, che il regolamento del Parco vieta sui 130 chilometri di ripidi sentieri che attraversano terrazze e vigneti. Anche la via dell’Amore avrà un accesso contingentato – e a pagamento.

Poi ci sono le singole azioni dei Comuni. Riomaggiore ha inserito l’affollamento turistico nel piano di Protezione civile ed è pronto a far scattare, proprio come avviene per il meteo, l’allerta: chiudendo borghi, sentieri e banchine se si supera il “carico” di visitatori ammesso.

«Visto che la responsabilità della Protezione civile è del sindaco, voglio tutelare il territorio, i residenti e la sicurezza dei turisti, e non ho intenzione di finire in galera», sintetizza la sindaca Fabrizia Pecunia. Il controllo degli ingressi, nel borgo di Manarola (che fa parte del comune di Riomaggiore), è scattato da ieri, e punta a tutelare la “pubblica incolumità”. La sindaca ha anche fatto partire l’iter amministrativo per adottare altre misure di sicurezza, insieme a Rfi e Trenitalia, per evitare gli affollamenti nelle stazioni. Non solo, il borgo potrà chiudere anche dal mare: se le presenze supereranno la soglia critica, alle compagnie di battellieri verrà interdetto l’attracco. La gestione turistica passa anche da una riorganizzazione dell’offerta commerciale.

Diversi Comuni si stanno regolamentando. A Riomaggiore, per esempio, si è deciso di vietare l’apertura di friggitorie. “L’obiettivo è alzare la qualità: tutte le nuove aperture dovranno avere la certificazione Cets, la Carta europea del turismo sostenibile, rilasciata dal Parco», continua la sindaca Pecunia. Che ha inserito una nuova clausola, inedita, che obbliga gli esercizi commerciali a “destagionalizzarsi” (e quindi contribuendo a spalmare i flussi): dovranno pianificare e garantire al Comune aperture anche nei mesi invernali”.

“Molto contestata, invece, è la manovra per gestire l’overtourism introdotta dalla Regione Liguria, con rincari che arrivano al 100 per cento dei biglietti del Cinque Terre Express, il treno riservato ai turisti che collega Levanto o La Spezia con i borghi e attraverso cui passa oltre il 70 per cento dei visitatori”. 

Nel caso delle scelte avvenute in terra ligure, “dal 16 marzo – nei week end, nei ponti, a luglio e agosto – il biglietto giornaliero costa 32,50 euro. Le nuove tariffe hanno scatenato le proteste del Comitato Cinque Terre Unite, con sindaci, residenti e operatori economici e turistici che le definiscono discriminatorie”.

“L’obiettivo finale è intercettare alla partenza i turisti e gestirli prima che arrivino”, rimarcano in Liguria.

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