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Inchiesta concessioni marittime: archiviate posizioni dei militari Guardia Costiera Pappalardo e Camera

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Risultarono tra le 44 persone, funzionari pubblici, armatori e imprenditori turistici nelle province di Napoli e Salerno, che lo scorso 18 novembre furono sottoposte a misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta relativa alle concessioni marittime. Sono state archiviate le posizioni dei due sottufficiali della Guardia Costiera Francesco Pappalardo, attualmente in servizio presso Locamare Positano – che inoltre ricopre il ruolo di vicesindaco di Cetara, suo paese d’origine -, e di Pasquale Camera, di Maiori, attualmente in servizio presso Locamare Cetara.

Al termine delle indagini, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale Penale di Napoli ha disposto l’archiviazione delle posizioni dei sottufficiali, difesi dagli avvocati Egidio Felice e Mario Gallo del Foro di Salerno.

Dopo il clamore mediatico, alla fine dell’indagine della Guardia Costiera di Napoli, coordinata dalla DDA (sostituti procuratori Henry John Woodcock e Giuseppe Cimmarotta), il giudice per le indagini preliminari del Tribunale Penale di Napoli ha disposto l’archiviazione per i due militari.

In una nota trasmessa alla nostra redazione giornalistica – che riportiamo integralmente – Pappalardo tiene a sottolineare quanto segue:

“A fronte delle notizie apparse sulla stampa ho dovuto sin da subito spiegare alla mia famiglia quello che stava accadendo e, come ho già avuto modo di dire, ho avuto il loro pieno appoggio, cosa che mi ha molto aiutato.

Ovviamente c’è soddisfazione per l’esito. Come ho dichiarato sin dall’avvio dell’indagine, ho sempre avuto completa fiducia e massimo rispetto nei confronti della Magistratura, nella sincera e profonda convinzione di aver sempre agito rispettando le leggi e dando la piena disponibilità a tutti, senza compiere alcun atto contro la legge.

È un dovere di tutti i cittadini, e a maggior ragione di un uomo delle Istituzioni, avere atteggiamenti di piena collaborazione e rispetto nei confronti dell’Autorità giudiziaria, che possano servire da esempio e aiutino a consolidare nella comunità la fiducia verso i poteri dello Stato.

In questi mesi ho dovuto continuare, con non poca fatica, il mio lavoro e la mia attività di amministratore, cercando di rimanere sereno, nonostante il fatto che in paese si sapesse che fossi sottoposto ad indagini penali; ma nel mio paese è stato semplice perché i miei amici, i miei concittadini mi conoscono bene (“non parlo delle malelingue”), non hanno mai creduto a quello che hanno tentato di etichettarmi. Per queste ragioni mi sono sentito sempre tranquillo. Ora anche i giudici hanno riconosciuto l’onestà, la correttezza e la legittimità del mio modo di lavorare ed essere disponibile con tutti.

È andata male a chi (colleghi) non conosce bene il proprio lavoro (o almeno fa finta di non conoscerlo…), grandi, piccoli e piccolissimi, che, hanno colto l’occasione per provare a gettare fango sulla mia persona.

Questa vicenda dimostra in primis che i processi si fanno nei tribunali e non sui social o con i media e fino al passaggio in giudicato di una sentenza, che diventa definitiva, c’è sempre la presunzione di innocenza! Ma mi ha anche insegnato a diffidare dai falsi buoni e umili di facciata che poi interiormente sono altro!

Ringrazio chi ha doverosamente svolto gli approfondimenti ritenuti necessari per accertare eventuali illeciti, quindi in particolare il Giudice per le Indagini Preliminari, per la scrupolosa attività di verifica e di controllo giurisdizionale svolta.

Voglio ringraziare tutte le persone che in questo frangente mi sono state vicine ed in particolare i miei avvocati, Egidio Felice e Mario Gallo, del Foro di Salerno, che mi hanno assistito con grande professionalità ma anche con una vicinanza umana che ho molto apprezzato.

Il tempo è galantuomo e la verità, alla lunga, trionfa, sempre.

In conclusione mi faccio i complimenti da solo questa volta, per aver saputo tenere in questi brutti momenti sempre la testa alta!”.

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