Secondo giorno di scuola da incubo per gli studenti degli istituti superiori della Costiera Amalfitana. Il viaggio in pullman, al mattino, è un’odissea. Peggio al ritorno. Non ci sono posti liberi sui mezzi del trasporto pubblico Sita Sud, già occupati da pendolari e turisti che ancora affollano la Divina (stando alle previsioni sarà così almeno fino alla fine di ottobre). E quando ci si trova a dover partire dal capolinea, diffiiclmente in orario, è ressa, con i ragazzi a restare a terra e attendere la corsa successiva. E’ un inferno: orari delle corse Sita saltate e fino a 4 pullman partiti a distanza di pochi minuti, nel traffico della Statale Amalfitana, incolonnati a poca distanza l’uno dall’altro.
All’uscita da scuola, a mezzogiorno, per percorrere 12 chilometri, da Amalfi (dove ha sede il principale istituto, il Marini-Gioia, a indirizzo liceale e turistico) a Tramonti, ci si impiega anche due ore. I genitori cercano di raggiungere i propri ragazzi a metà strada, a Maiori, soingendosi al massimo a Minori, perché si rischia di rimanere intrappolati nel traffico tra Marmorata e Castiglione di Ravello. Alcuni ragazzi, da Amalfi, preferiscono raggiungere Maiori in traghetto.
Le corse programmate, con l’aggiunta di quelle dedicate agli studenti, non sono sufficienti a soddisfare le esigenze dei turisti che si fondono con la popolazione scolastica.
Con la riapertura delle scuole, in una Costiera Amalfitana in cui a metà settembre il turismo viaggia a gonfie vele con presenze da record, si ripropone, come ogni anno, un problema endemico, di cui ci si ricorda sempre e solo in questo momento dell’anno.
Auspichiamo una risoluzione tempestiva e soprattutto definitiva di questo problema ormai atavico. Si chiede perciò ai Sindaci, in qualità di rappresentanti delle singole comunità, di concerto col presidente della Commissione Regionale Trasporti, Luca Cascone – compatibilmente con gli impegni di questi ultimi giorni di campagna elettorale -, di farsi carico di questa esigenza e di trovare soluzioni concrete quanto prima. E’ una questione di dignità.