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Dolore a Ravello, morto a Cagliari Enzo Fortunato: una vita sulla scena, tra ospitalità e calcio

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di EMILIANO AMATO

Ci eravamo sentiti la sera dello scorso 22 gennaio, pochi minuti dopo l’annuncio delle agenzie della morte di Gigi Riva. Mi aveva raccontato alcuni aneddoti personali su Rombo di Tuono e al contempo accennatomi delle sue condizioni di salute non del tutto stabili. Questo pomeriggio la telefonata insolita del maresciallo Alfonso Marsico: è morto Vincenzo Fortunato. Era ricoverato presso l’ospedale Brotzu di Cagliari per complicazioni ai reni.

Una notizia sconvolgente, che inevitabilmente tocca tutta la comunità ravellese. Perché Enzo, cagliaritano di adozione, è stato uno dei figli migliori di Ravello, il suo paese che ha sempre portato nel cuore. Commendatore della Repubblica dal 2008, aveva 74 anni, compiti lo scorso 26 gennaio. Con lui se ne va un gran maestro di cerimonie, uomo ironico, divertente, brillante, innamorato della vita e del suo lavoro, del calcio, un simbolo di ospitalità, ilarità e generosità. Sin da ragazzo aveva mostrato di avere una marcia in più attraverso la sua poliedrica personalità nell’organizzazione di momenti sociali e comunitari.

Quella caratteristica che lo ha portato da giovane a lasciare il paese alla scoperta del mondo. Prima nei villaggi turistici, fino ad approdare a Londra alla corte di sir Charles Forte, fondatore della nota catena alberghiera del lusso Rocco Forte. Qui, da maggiordomo, ha servito attori, cantanti, politici di fama mondiale. Indimenticabile il cappuccino e cornetto italiano per Freddy Mercury e David Gilmour dei Pink Floyd. Poi, dal 1973, la Sardegna, la sua Itaca per sempre. Al Forte Village, per mezzo secolo (fino alla scorsa stagione), è stato tutto: pizzaiolo, cameriere, chauffeur, animatore, anfitrione. L’uomo immagine di una dei resort più prestigiosi del Mediterraneo che ha contribuito a rendere grande anche attraverso la sua capacità relazionale con le personalità del del jet set nazionale e internazionale. Chi non conosceva Enzo? Qui era lui il vero personaggio!

In mezzo la sua passione per il calcio che lo portò, tra il 1992 e il 2001 a ricoprire il ruolo di team manager del Cagliari Calcio con una parentesi continentale che nel 1994 vide i sardi di Dely Valdes e Oliveira guidati da Gigi Radice approdare in semifinale di Coppa Uefa (dopo aver battuto la Juve) persa contro l’Inter che poi alzò il trofeo. Allo stadio “Sant’Elia” in panchina sedeva anche lui, Enzo Fortunato, con quel baffo nero e la pelata, cravatta regimental rigorosamente rossoblu, cappotto scuro a fare squadra. Già, perché come amava sempre ripetermi, una squadra di calcio non è soltanto quella che scende in campo.

Col presidente Massimo Cellino, con gli allenatori Ventura, Mazzone, Trapattoni, Radice e Tabarez, rapporti speciali. Il suo nome compariva persino sull’album delle figurine Panini e quando veniva inquadrato dalle telecamere di “90° Minuto” era un orgoglio per noi. Nel giugno 1997, in occasione dello spareggio salvezza tra Cagliari e Piacenza al San Paolo di Napoli, organizzò, con la collaborazione dei fratelli, un pullman per consentire ai noi ragazzi di Ravello di assistere alla partita. Andò male, 3 a 1 per i piacentini, i sardi retrocessero in B.

Nel 2001 lasciò Viale La Plaia, per tornare al a casa, al Forte Village, come responsabile delle relazioni esterne. Nel 2003 girò tutta la Germania nelle sedi dei club della Bundesliga per promuovere le vacanze e i ritiri dei calciatori tedeschi presso lo splendido villaggio di lusso di Santa Margherita di Pula dove è rimasto al proprio posto, come una istituzione e punto di riferimento per i clienti storici, fino allo scorso anno, col suo grembiule da maggiordomo personalizzato e la Rolls Royce con autista. Con i calciatori di ieri e di oggi un rapporto privilegiato, come con Fiorello e Piero Chiambretti, assistito per tutta stagione 2021/2022 al programma Mediaset “TikiTaka” nei panni del maggiordomo più famoso d’Italia. Nel 2008 è stato nominato Commendatore della Repubblica.

Dicevo, non ha mi dimenticato Ravello: da giovane, quando nel periodo invernale tornava a casa, per ritrovare gli affetti, i tre fratelli e la madre Rosa nella casa meravigliosa in stile vittoriano di Viale Wagner, portava con sé gli abiti di scena utilizzati per le rappresentazioni al Forte Village per riutilizzarli in sketch con gli amici d’infanzia per trascorrere momenti di spensieratezza e ilarità. Le organizzava lui le bizzarre partite di calcio, al campo di Scala, tra scapoli e ammogliati. E poi quella volta che negli anni Ottanta portò il gruppo folk di Ravello al Forte: per una intera settimana i giovani di Ravello goderono dell’ospitalità de villaggio tra mare e sole e la sera si esibivano nella tradizionale tarantella per gli ospiti.

La riconoscenza è uno dei sentimenti più nobili. A Vincenzo Fortunato appartiene uno dei più cari ricordi per chi scrive. Stagione 2002/03, giovane con il sogno di fare il giornalista sportivo, mi trovai a Cagliari a svolgere il servizio militare. Fu lui a introdurmi per uno stage con l’ufficio stampa del Cagliari Calcio a Viale La Plaia. Scrivevo per Il Giornale del Cagliari, organo ufficiale della società. Una bella parentesi della mia esperienza professionale che muoveva i primi passi, con Enzo sempre disponibile a ogni mia necessità durante la mia parentesi isolana.

Dal 2006 al 2010, con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paolo Imperato, ha collaborato in prima persona per la realizzazione di cinque cartelloni dl Natale a Ravello al teatro tenda, portando l’esperienza del Forte Village con gli spettacoli di magia, dei musical e dei ventriloqui. Un’esperienza ancora oggi nei ricordi più cari ai ravellesi. Addio Enzo, riposa in pace.

redazione
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