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Esami di Stato 2022: come uscirne “vivi” 

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di Novella Nicodemi* 

Esaminare: voce del verbo giudicare. Grande responsabilità. Essere esaminati: voce del verbo stare in ansia. A nessuno piace essere sotto esame. E se non mi ricordo niente? E se mi chiedono proprio quell’argomento che non so? Che tracce usciranno? La guerra? La pandemia? Tante domande che avranno risposta solo nei prossimi giorni. Alcuni di voi, come Don Abbondio, sudano freddo già da ora al solo pensiero di incontrare la minacciosa commissione schierata come un plotone d’esecuzione, ma, nello stesso tempo, vorrebbero che quel temibile giorno arrivasse il più presto possibile, per dire: ecco, finalmente ora è finita.  

Altri, se potessero, lo procrastinerebbero all’infinito. Altri ancora minimizzano, raccontandosi che sarà un giorno come gli altri, come autoinganno consolatorio o forse per tentare di arginare i continui affondi di genitori, inconsapevolmente ansiogeni (è che vi vogliono troppo bene e sono in ansia più di voi!), che, mentre ascoltate musica o state per andare a fare una passeggiata, vi ricordano, nel caso vi fosse sfuggito: “ma tu lo sai che fra pochi giorni hai l’esame di stato?”.  

Fatela quella passeggiata, ascoltatela quella canzone. Rilassatevi e sgombrate la mente. La serenità mentale e il benessere fisico sono condizioni importanti per affrontare al meglio i prossimi giorni. Poi, se ne avete bisogno, ripetete. Ma questa decisione prendetela voi, senza sentirvi eccessivamente condizionati da insegnanti o genitori. Cominciate a prendere le decisioni giuste per voi in piena autonomia. Non è facile, ma tutto si impara. E tutto si sperimenta.  Una cosa è certa: comunque andrà, non sarà un giorno come gli altri. Quel giorno (quei tre giorni!) non lo dimenticherete mai. Tornerà spesso nei vostri sogni. Anzi nei vostri incubi. Perché sognerete più volte nel corso della vita di non esservi diplomati e di dover ancora sostenere l’esame di Stato.  

Sostenere. Tra le svariate accezioni di questo meraviglioso verbo, mi piace adesso richiamarne due: ‘tener testa a qualcosa senza esserne vinto o sopraffatto’ e  ‘tenere una cosa o una persona in una determinata posizione sopportandone il peso’.  Quella persona siete voi stessi, la posizione è l’equilibrio, la cosa è la cultura.  

Non strafate, ma giocate tutte le vostre carte. Cultura non è mera erudizione, o peggio saccente sfoggio di essa, cultura è saper usare ciò che si è imparato nei vari contesti di vita. Dimostrare che quel sonetto di Foscolo che la perfida docente vi ha costretto a imparare a memoria vi serve per portare avanti un discorso, per rinforzare una tesi, per capire il mondo e muoversi in esso con consapevolezza. Che aver giocato tanti anni a basket vi aiuta a elaborare schemi, tattiche e strategie. Che aver visto tanti film o aver visitato luoghi o aver letto libri ha arricchito il vostro mondo interiore.   

“Non fa scienza, sanza lo ritenere, avere inteso”, diceva il buon Dante. Cultura è ciò che rimane in noi dopo averlo compreso, ciò che si sedimenta nella nostra memoria finendo col diventare una fibra del nostro essere più autentico. Vi misurerete con voi stessi. Con la vostra capacità di affrontare una situazione nuova, di reagire agli imprevisti, di essere creativi nei collegamenti, mantenendo sempre la coerenza logica nelle argomentazioni.  

Sarete i protagonisti della scena su un palco dove fareste certo a meno di esibirvi, ma siete chiamati a farlo. E non dovete sentirvi come dei condannati a morte, ma come dei privilegiati. Perché l’istruzione non è sempre stata un diritto. Gli esami di Stato sono uno degli step più importanti che vi traghetterà nel mondo degli adulti, che, vi assicuro – non sapendo se vi conforterà o scoraggerà – ogni giorno sono sotto esame.  Le due prove scritte e il colloquio non testeranno la vostra maturità (e menomale, visto che a volte non si è maturi neanche a ottant’anni!). Spero che riusciate a vivere questo passaggio come un traguardo, un punto di arrivo, ma anche di partenza. 

La vita è scandita da tappe, istituzionali e non. Questa le sintetizza un po’ tutte, è un assaggio: sono in gioco alcune delle vostre tante abilità e competenze, l’emotività, la capacità di comunicare, di tirare fuori la vostra personalità, quella che avete e che vi formerete negli anni. Perché siete soggetti in età evolutiva, e queste prove della vita sono fondamentali per la nostra evoluzione come persone. Ognuno di voi ha un valore intrinseco, che nessuno metterà in discussione. Ognuno di voi è unico: ognuno ha la propria inclinazione, punti di forza e idiosincrasie, e ognuno di voi avrà modo di esprimere tutto se stesso. Prendete questi giorni dell’esame di stato come una grossa opportunità.  

Un piccolo consiglio da docente di Italiano: non abbiate fretta nella scelta della traccia, leggetele tutte attentamente, non buttatevi subito su quella che vi sembra più facile, ma optate per quella che più si adatta a voi, deve calzarvi come un abito su misura. Ne so abbastanza per scrivere in modo congruo ed esaustivo su questo argomento? Rem tene, verba sequentur. Solo possedendo l’argomento, se ne può parlare con efficacia. Al bando l’aria fritta o gli arrampicamenti sugli specchi. La scaletta, vi prego, so che la odiate, ma fatela. Magari la cambiate, ma vi servirà per non divagare. La tentazione sarà forte, ma l’occhio e la mente devono essere concentrati a rispondere a quella precisa consegna. Non sarà misurata l’intelligenza, non sarà dato un voto alla vostra persona, ma sarà attribuito un punteggio a una performance. Come quelle sportive.  

Non date nulla per scontato: se parlate di un autore, esponete il suo pensiero dimostrando di averlo interiorizzato. Non esordite con il giorno e il mese di nascita se non volete che vi sia chiesto il segno zodiacale e il gruppo sanguigno. Se nel parlare di un autore vi viene la brillante idea di fare riferimento ai modelli cui si è ispirato, fatelo solo se ne sapete abbastanza su di loro, altrimenti meglio commettere un peccato di omissione che darsi la famosa zappa sui piedi.  

Quell’oggetto pesante e voluminoso che fa bella mostra di sé nelle librerie delle vostre case, spolveratelo e portatelo a scuola. Usatelo il dizionario. Lo so che cercate tutto su internet, ma il telefonino non sarà lì con voi come un’appendice artificiale della vostra mano. Sarete in astinenza. Sarà una prova dura. La pressione che sentite su di voi imprimetela sui fogli con la penna, fate dei solchi e dei respiri profondi. La commissione interna, con l’apporto e la supervisione del Presidente, vi garantirà di essere giudicati da chi vi conosce, sa i progressi che avete fatto, sa l’impegno che avete profuso e come far uscire il meglio di voi. C’è chi rende meglio sotto stress, chi invece si ammutolisce, chi diventa afasico perché se non usa quella espressione che ha ripetuto cento volte non va avanti, chi si blocca se viene interrotto, chi ricorda tutto ma non gli vengono le parole. Sappiamo tutto perché vi conosciamo, e vi metteremo nelle condizioni di dare il meglio di voi. Non vi lasceremo annaspare nei vuoti di memoria, né affogare nel sudore o nelle lacrime (capita ai più emotivi!), vi metteremo a vostro agio.  Sappiamo bene che questi anni di pandemia sono stati difficili, che usciamo da un periodo di logoramento fisico e psicologico che ci ha cambiati. Concentratevi su quello che state facendo. Il passato ormai è andato. Torturarsi coi sensi di colpa non ha senso ora.  

Ah se avessi studiato meglio in questi anni, ah se avessi dato ascolto a mia madre, ah se avessi guardato tutti i giorni il telegiornale, ah se avessi letto quel libro che mi consigliava la prof., ma perché ho scelto il liceo scientifico io che odio la matematica, ma perché mi sono ridotto all’ultimo…. Cestinate tutti i pensieri corrosivi che iniziano con gli ‘ah se’ e i ‘perché ma’.  E non distraetevi pensando all’estate, al viaggio che avete prenotato o al lavoro che avete intenzione di cercare. Affrontate questo momento con l’attenzione che richiede senza caricarlo di troppe ansie o aspettative. È faticoso iniziare ad essere adulti. Lo so. Ma è anche estremamente emozionante. E so che ce la potete fare. 

*docente di Italiano e Storia presso l’IIS “De Filippis-Galdi” di Cava de’ Tirreni

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