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Ravello, i frati recuperano una reliquia del Beato Bonaventura. Era in vendita su Ebay

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di EMILIANO AMATO

A Ravello i frati minori del convento di San Francesco sono riusciti a recuperare una reliquia del Beato Bonaventura da Potenza. Si tratta di un frammento del corpo del “martire dell’obbedienza” morto il 26 ottobre del 1711 nel convento di Ravello presso cui ancora oggi sono venerate le spoglie nell’urna posta sotto l’altare maggiore della chiesa. La reliquia ex corpo, che porta la data del 1779, è stata estratta in seguito alla ricognizione canonica del corpo del religioso lucano in occasione della sua beatificazione avvenuta quattro anni prima da Papa Pio VI. 

L’oggetto sacro era stato messo in vendita sulla piattaforma online Ebay: ad accorgersene il parroco del Duomo di Ravello, don Angelo Mansi, che ha segnalato l’inserzione con base d’asta a 300 euro a fra Marcus Reichenbach, il quale si è subito adoperato per l’acquisto in “prelazione”. Contattato direttamente il venditore, Raffaele Bonito di Nocera Inferiore, alla richiesta del frate tedesco non ha esitato a mostrare piena disponibilità nel donare la reliquia al luogo di provenienza. Impiegato amministrativo presso una casa cura riabilitativa, Bonito (originario di Minori) ha sposato Giueppina Ramaschiello, di professione farmacista, pronipote di monsignor Domenico Ramaschiello (Nocera Inferiore, 1813-1899), vescovo di Sant’Agata dei Goti, da cui ha ereditato l’abitazione. In vista dei previsti lavori di ristrutturazione, lo spostamento di un’antica statua della Madonna conservata in una nicchia, ha restituito un piccolo tesoro. Sotto la base vi erano conservate tre reliquie: una di Sant’Agostino, una di San Vincenzo Ferrer, l’altra del Beato Bonaventura da Potenza, con tanto di certificato di autenticità datato 1779 a firma del vescovo di Ravello e Scala Nicola Molinari

Il frammento del corpo del beato risulta accuratamente custodito in una teca in stagno di forma ovale con vetro di protezione, bordi in filigrana torciglioni e con parziale sigillo in ceralacca con fili serici intatti.  Al suo interno la reliquia è contornata da decori in carta antica dorata e filo d’oro. Di recente i coniugi Bonito si sono recati a Ravello per consegnare il cimelio nelle mani di fra Marcus il quale ha provveduto a collocare il certificato di autenticità in una teca per una migliore conservazione. Sarà custodita nel memoriale in cui sono conservati ed esposti tutti i cimeli del Beato.

Domani, giorno in cui si celebra la memoria liturgica del Beato Bonaventura, la reliquia ritrovata sarà mostrata ai fedeli durante la Santa Messa delle 11,00 celebrata dal ministro provinciale dei minori conventuali, fra Cosimo Antonino. Vi prenderanno parte anche i coniugi Bonito, a cui sarà rivolto il ringraziamento della comunità religiosa per la disponibilità mostrata. 

Il Beato Bonaventura da Potenza, al secolo Carlo Antonio Gerardo Lavanga, nacque a Potenza nel 1651; figlio di “povera gente ornata di singolare onestà di costumi e d’insigne cristiana pietà”, lasciò la città natale all’età di 15 anni (per non ritornarvi mai più da vivo), cominciando il novizio nei Minori Conventuali di Nocera Inferiore. Trascorso il periodo di preparazione tra Aversa, Maddaloni e l’ Irpinia, nel 1675, ad Amalfi, sotto la guida di padre Domenico Girardelli, venne ordinato sacerdote.

Fu quindi inviato in diversi conventi, tra i quali quelli di Napoli, Ravello, Ischia, Sorrento e Nocera Inferiore, dove divenne responsabile dei novizi. Morì il 26 di ottobre del 1711, in una cella del convento di San Francesco a Ravello, per i postumi di un intervento resosi necessario per l’asportare un cancro alla gamba. A lui si riconducono molti miracoli.

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