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Scala, la storia di un grande sindaco: il sindaco che ha fatto la storia

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di EMILIANO AMATO

Ci sono cose che vanno dette nei tempi e nei termini giusti. Soprattutto quando si parla di persone fuori dall’ordinario e che hanno lasciato il segno. Persone che hanno parlato più con i fatti che con le parole, cambiando il destino della propria comunità. Negli ultimi quindici anni in Costiera Amalfitana è avvenuto un autentico miracolo. Un giovane volenteroso, animato da sani principi e desideroso di offrire il proprio contributo allo sviluppo del proprio paese è riuscito a realizzare il sogno di un’intera comunità.

Luigi Mansi rappresenta il simbolo del riscatto di Scala che negli ultimi quindici anni ha vissuto il suo rinascimento, in cui quello che era considerato il brutto anatroccolo è diventato cigno.

Tutto è cominciato all’indomani dell’11 settembre 2001. L’attacco alle torri gemelle spinse un gruppo di giovani scalesi a promuovere una kermesse a ricordare il tragico evento che cambiò i destini del mondo. Un venticinquenne Luigi Mansi, reduce da esperienze lavorative a Roma prima nell’organizzazione del Giubileo del 2000 e dopo nel Centro Sportivo Italiano) mise in piedi l’associazione “Scala nel Mondo” che dall’anno seguente organizzò l’evento “Scala incontra New York”, portando in paese i personaggi più influenti del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo. Sulla spinta emotiva del cugino Padre Enzo Fortunato, riuscì a mettere in piedi una moderna macchina organizzativa capace di coinvolgere tanti giovani e di innescare processi inediti. Quell’impegno, nato dalla passione giovanile e dalla formazione ispirata all’etica cristiana, lo ha portato nel 2008 a compiere il  passo decisivo: la discesa in campo elettorale a capo della lista “Scala che Cambia” gli regalò il successo al primo colpo. Fu un successo sorprendente: il popolo in lui ripose fiducia.

A 31 anni il giovane Luigi si ritrovò a indossare la fascia di sindaco senza avere alle spalle alcuna esperienza politica se non una straordinaria forza di volontà e la capacità organizzativa che gli veniva dalle esperienze passate. Bastarono pochi mesi e l’aiuto di un segretario comunale – che si rivelò prezioso per comprendere certi meccanismi della macchina amministrativa – per consentire al treno di percorrere il binario giusto. Quel convoglio che da subito ha cominciato a viaggiare a velocità sostenuta consentendo alla piccola Scala di diventare grande, di conoscere orizzonti mai esplorati e nemmeno immaginati. Grandi idee, visioni, tramutate in progetti, approvazioni e finanziamenti: tutti realizzati.

Ma ciò che di Luigi colpisce è lo stile, improntato alla prudenza e alla moderazione, in particolare per la capacità di mantenere rapporti equilibrati nel tempo con i rappresentanti degli enti sovracomunali e con gli esponenti della politica, sia in campo locale che nazionale. E poi quella ostinazione nel voler fare bene le cose, con gusto e correttezza.

Sindaco a tempo pieno, ma soprattutto sindaco operaio, non si è mai risparmiato. Ha guidato Scala con zelo e rettitudine, credendo sempre nella buona politica, ascoltando e comprendendo le esigenze della popolazione: l’attenzione ai servizi alla persona, all’istruzione, alla salute, allo sport e al sociale, con grande attenzione verso l’ambiente. I conti in ordine e la capacità di intercettare risorse pubbliche importanti prerogativa nella gestione della cosa pubblica. Con lui gli Scalesi si sono sentiti al sicuro.

Oggi Scala è davvero cambiata, con la valorizzazione dei suoi scorci, delle sue piazze, delle sue strutture sportive, le sue bellezze naturalistiche, gli arredi urbani.

La trasformazione che oggi è sotto gli occhi di tutti è la risultante del dinamismo, del coraggio nelle scelte, della caparbietà e della concretezza del sindaco Luigi Mansi supportato dalla sua squadra.

Ma l’impegno del primo cittadino non si è limitato soltanto a Scala: il suo modello è stato preso in prestito da tutti i suoi omologhi della Costiera che nella conferenza dei sindaci ha rappresentato negli ultimi tre anni, specie nel periodo più difficile dell’emergenza Covid. Per due mandati consecutivi è stato, inoltre, presidente della Comunità Montana dei Lattari. Mai prima d’ora un sindaco di Scala aveva ricoperto incarichi di tale prestigio. Tutta la Costiera gli ha riconosciuto merito per quanto di buono fatto per il suo paese, e soprattutto capacità di dialogo e di sintesi tra le esigenze delle diverse municipalità.

Frutto della sua anima, che ha radici profonde in quella che è la nobile tradizione contadina della Costiera Amalfitana, che non ha mai abbandonato. Tutt’altro: tra i vari impegni riesce sempre a dedicarsi alle sue coltivazioni. È lì, dove vede nascere i suoi frutti, che gli piace ritrovarsi solo con se stesso, anche per meditare su scelte determinanti.

Chi semina bene raccoglie sempre buoni frutti, del resto le sue riconferme sono sempre state a pieni voti.

Luigi Mansi è l’esempio di come l’amore per il proprio paese e la fervida voglia di volerlo portare a livelli sempre più alti può unire una comunità e farla emergere, progredire. Perché è sempre uniti che si vince. Come testimonia il suo concetto di famiglia: la moglie Arianna, sempre al suo fianco, e i suoi figli Maria e Lorenzo sono stati la sua energia più potente per fare bene, anzi per fare il meglio.

Cosa lascia Luigi? L’orgoglio di aver restituito la giusta dignità che un paese, tra i più affascinanti e ricchi di storia e natura della Costiera, senza dubbio merita. Entra di diritto nella storia di questa antiche e nobile città essendo stato il sindaco che ha governato più a lungo dal dopoguerra, cambiandone il volto, il corso della storia.

Oggi il testimone passa a Ivana Bottone, che in questa storia è stata la spalla forte del sindaco, sin dai tempi di “Scala Incontra New York”. Al suo fianco c’è sempre e comunque Luigi, che resta un punto di riferimento imprescindibile per tutto il paese.

Per Scala la storia continua…

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