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Trent’anni di successi del Cafe Milano: a Washington festa grande all’ambasciata del gusto italiano

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WASHINGTON DC – Trent’anni di successi nella capitale degli Stati Uniti. Archiviate le elezioni di midterm che non hanno visto primeggiare l’onda rossa, stasera i riflettori sono tutti puntati su Georgetown, per il grande party al Cafe Milano, il più celebre ristorante italiano di Washington. Il fondatore Franco Nuschese, originario di Minori, in Costiera Amalfitana, è alle prese con gli ultimi preparativi.

Controlla scrupolosamente che tutto sia al proprio posto e, pur assediato da una valanga di telefonate, riesce a coordinarsi con i suoi più stretti collaboratori. Tutto dovrà essere perfetto, anche se pioverà dopo giorni di sole e temperature miti (ma questo è un dettaglio di poco conto): circa 700 gli invitati, che entreranno sfilando  sul red carpet per il photocall, come da protocollo. Ma la lista resta top secret, anche se la presenza di numerose celebrità sembra scontata. Nel 2018, in occasione del venticinquesimo anniversario, c’erano, tra gli altri, Michael Jordan, il virologo Anthony Fauci, con videomessaggi di Hillary Clinton e Lionel Richie. Sul paclo si esibirono i Gipsy Kings in quella che fu una serata davvero memorabile.

Non mancheranno i giornalisti, molti del Washington Post, di Cnn e Fox, habitué al 3251 di Prospect Street. Ma anche diversi ospiti italiani, con una delegazione giunta dalla Costiera Amalfitana.

Le eleganti sale sono state allestite con drappi di raso e lampadari scintillanti; all’interno sono state portate le statue di un elefante e di un asino con abiti circensi, a simboleggiare i Repubblicani e i Democratici nel grande circo della politica, che  solo il Cafe Milano riesce a mettere d’accordo. Perché è a tavola (specialmente se buona e italiana) che si raggiungono i migliori accordi. Nuschese conosce bene i segreti della giostra e, in questo trentennio, ha sempre dimostrato la sua innata capacità diplomatica, intrattenendo  rapporti di cordialità con gli esponenti di entrambi i blocchi politici.

Ai tavoli del locale di “Franco, come è amichevolmente chiamato da tutti, icona di stile e di gusto qui a Washington, s’incontra il mondo della politica e del business. Un vero e proprio salotto della diplomazia internazionale.

Un’impresa nata sotto una buona stella.

Nuschese, self made man, che dall’età di 17 anni lasciò la “sua” piccola Minori alla scoperta del mondo, era reduce, agli inizi degli anni Novanta, da una importante esperienza a Las Vegas, al Cesar Palace. Oltre al bagaglio di esperienza maturata, portò con sé, nella capital city, la straordinaria tradizione gastronomica italiana e della Costiera Amalfitana  in un ambiente che ricorda un locale alla moda del capoluogo meneghino col glamour della Dolce Vita. Offrendo l’autenticità della cucina italiana, Cafe Milano intreccia in modo artigianale cultura, moda, cibo, vini pregiatissimi e, soprattutto, ospitalità.

Sin dalla sua apertura, indissolubile è rimasto il legame tra la Casa Bianca e il Cafe Milano, a partire dalla sua inaugurazione, il 3 novembre del 1992. A George Town apriva le porte al pubblico l’ambasciata del gusto italiano, con Nuschese, che a Washington  portava la passione e l’energia della Costiera Amalfitana. Quel giorno Bill Clinton diventava ufficialmente Presidente degli Stati Uniti.

In questi trent’anni, dal ristorante del re della dinner diplomacy, sono passati Capi di Stato e di governo, teste coronate, ambasciatori e uomini di potere. Memorabili le presenze del presidente Barack Obama che al Milano festeggiò il 49esimo compleanno di Michelle e il diploma di una delle sue figlie. Tra i clienti storici, oltre ai Clinton, il presidente Joe Biden che, già da vicepresidente di Obama, amava cenare con sua moglie Jill, di origini siciliane alla tavola di Nuschese. E anche George Bush. Soltanto Trump non ha mai varcato la soglia del Cafe Milano, ma le figlie Ivanka e Jared sì. Loro adorano la cucina italiana. Due presidenti della Repubblica Italiana, durante i loro viaggi a Washington, hanno pranzato dal commendator Nuschese: Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella.

Nel marzo del 2018 il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ambasciatore degli Emirati negli Stati Uniti Yousef al-Otaiba, il capo della pianificazione politica del Dipartimento di Stato, ebbero un incontro “casuale” al Cafe Milano. Prima di quel momento i loro governi non dialogavano. Gli Emirati Arabi Uniti non riconoscevano neppure formalmente l’esistenza di Israele. Dopo due anni da quell’incontro si arrivò alla normalizzazione delle relazioni diplomatiche e  commerciali.

Nel 2016, il Cafe Milano si apre agli Emirati Arabi: Franco Nuschese sbarca nella capitale Abu Dhabi e porta il suo marchio all’interno del Four Seasons.  Nel 2021, in occasione dell’Expo, Cafe Milano apre anche a Dubai. Manager di successo, brillante uomo d’azione e di rapporti personali e internazionali, fautore di iniziative lungimiranti, è influente ambasciatore del Made in Italy nel mondo. A 61 anni suonati spende gran parte del suo tempo in viaggi intercontinentali per gestire in prima persona le sua attività, senza mai interrompere il legame con l’Italia e la sua Costiera Amalfitana, Terra Madre da cui tutto è cominciato.

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