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Furore, la replica del consigliere Marchese: «Sindaco intollerante alle critiche»

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Riceviamo e pubblichiamo nota indirizzata al direttore a firma dell’avvocato Antonella Marchese, capogruppo di minoranza di “Furore nelle tue mani”, in replica all’ultima lettera dell’Amministrazione comunale di Furore con cui si contestava l’editoriale dal titolo “Lo scandalo degli sfregi pubblici in Costiera Amalfitana” a firma del prof. Francesco Criscuolo, pubblicato il giorno 20 agosto scorso su questo giornale. Segue testo della Marchese.

Gentile Direttore,

a nome del gruppo consiliare di opposizione “Furore nelle tue mani”, che rappresento,trasmetto doverosa replica all’ultima nota dell’Amministrazione di Furore con cui si critica parte dell’editoriale dal titolo “Lo scandalo degli sfregi pubblici in Costiera Amalfitana” e al contempo anche il nostro gruppo.

Prima di ogni cosa mi permetto di far presente al Sindaco di Furore che Francesco Criscuolo, qualificato nella nota semplicemente come “Signore”, è anche e soprattutto un professore, nonché Preside Emerito del Liceo di Amalfi “Ercolano Marini”. Colgo l’occasione per evidenziare che si tratta della stessa persona che è intervenuta al funerale dell’ex sindaco Raffaele Ferraioli, tenendo un memorabile discorso di commiato e ben riuscendo a colmare il vuoto lasciato da alte autorità.

Nel documentare la desolazione del degrado del “Giardino della Pellerina”,“senza confrontarsi con il territorio e con chi lo amministra”, alla stregua di quanto fa per altri siti della Costa d’Amalfi, il Prof. Francesco Criscuolonon ha riportato alcunché di falso e irriguardoso nei confronti di nessuno. Si è limitato a commentare con rammarico un’inaccettabile situazione di incuria e sporcizia, comunque già segnalata e stigmatizzata dai media e dal Gruppo di Opposizione “Furore Nelle tue mani”.

Considerato che porterà “la questione all’attenzione dell’ordine dei giornalisti onde comprendere se si ritenga che questo sia il modo di fare corretto giornalismo”, mi preme altresì ricordare che dal 1946 l’Italia è una Repubblica Democratica. Per cui, in regime di libertà di stampa – art. 21 Cost. –  non sussiste alcun obbligo in capo ai giornalisti di interrogare preventivamente chi amministra, che comunque non può dirsi mai completamente esente da responsabilità (anche solo politiche). Mi preme aggiungere poi che il Direttore di “Il Quotidiano della Costiera”, il Dott. Emiliano Amato – premiato dal Comune di Furore con il riconoscimento del Premio di Giornalismo – è un giornalista corretto, attento e libero.

Dopodiché, essendo stato chiosato ai consiglieri del Gruppo “Furore nelle tue Mani” “di aver artatamente” ricondiviso l’articolo in questione “senza aggiungere quanto sia a nostra conoscenza”, quale Capogruppo mi vedo costretta a fornire la nostra versione dei fatti, già oggetto, comunque, di interrogazioni consiliari, come è stato aggiunto dallo stesso sindaco. Del resto noi siamo abituati alla intolleranza alle critiche del Primo Cittadino e la sua reazione non ci sorprende.

Dalla esposizione della sequenza degli atti compiuti dall’amministrazione targata Milo – Capriglione (che peraltro “ricicla” una risposta ad una nostra interrogazione risalente a due anni or sono!!) si può evincere che l’amministrazione guidata da Milo “fin dal suo insediamento” si è affrettata a contestare inadempienze al gestore affidatario del luogo, avviando così “il famoso contenzioso in atto”. La problematica del contenzioso non è stata dunque ereditata, ma piuttosto si è determinata con l’amministrazione Milo e il risultato innegabile di questa scelta è stato che il “Giardino della Pellerina” da Parco Urbano è diventato una giungla di periferia.

L’attuale Sindaco di Furore sovente parla come se negli anni precedenti al 2019 non fosse stato amministratore di Furore e non sapesse se, per esempio, l’affidatario abbia affrontato delle spese per gestire il luogo e se per tale motivo non abbia versato il canone previsto.

Non è dato comprendere pertanto cosa ci sia di “artato” nel convenire con il Professore Criscuolo che lo stato in cui versa il “Giardino della Pellerina” è uno spettacolo desolante. Lo abbiamo sempre detto, lo sentiamo continuamente dire, così come abbiamo ripetutamente contestato un tale modus operandi, tutt’altro che risolutivo. La furia inquisitoria nei confronti del passato non ci appartiene e non ci apparterrà mai. Per quanto ci riguarda l’amministratore ha il compito di individuare le soluzioni più veloci e convenienti ai problemi che si presentano e ancor più di un giornalista dovrebbe essere disponibile o comunque tentare un confronto reale e costruttivo, onde prevenire proprio i conteziosi come quello “in atto”.

In conclusione la causa in corso sia per le spese e i tempi che inevitabilmente comporta, sia per l’incertezza dei suoi esiti, non ci pare né una giustificazione né un qualcosa di cui andar fieri. E non è la prima volta che abbiamo rilevato con disappunto una tendenza a ricorrere precipitosamente a vie legali.

Il “Giardino della Pellerina” per la bellezza che lo caratterizza e lo spazio che offre poteva e doveva essere il principale luogo di aggregazione del paese e il maggiore palcoscenico degli eventi delle estati di Furore e in effetti, prima dell’amministrazione Milo, lo è stato. Poteva e doveva essere tenuto – sottoscriviamo appieno le parole del preside – come “un autentico fiore all’occhiello” del territorio.

Chiarito ciò, la sottoscritta e gli altri consiglieri del Gruppo Furore nelle Tue mani si augurano che questa causa si concluda quanto prima e con esito positivo per il Comune di Furore, affinché non si spendano ulteriori risorse in avvocato e Tribunali e affinché il luogo, realizzato e consegnato alla collettività nell’ultima amministrazione Ferraioli, venga manutenuto e custodito, quantomeno per la pubblica incolumità.

Avv. Antonella Marchese,

Capogruppo di “Furore nelle Tue Mani”

redazione
http://www.quotidianocostiera.it
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