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Monacelli e Verginelle: così la Costiera Amalfitana celebra Sant’Antonio

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di GABRIELE CAVALIERE

Sant’Antonio è un santo molto caro agli abitanti della Costiera, viene festeggiato a: Amalfi, nella chiesa omonima; Tramonti, nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Novella; a Ravello, nella chiesa del Convento di San Francesco; Montepertuso (Positano): Marina del Cantone e a Conca dei Marini.


Il primo di giugno è iniziata la “tredicina di preparazione”, l’antica preghiera composta di tredici diverse invocazioni che i devoti indirizzano al santo. Tale dicitura, tuttavia, pare che serva ad indicare anche i giorni che mancano alla festa!

Il 13 giugno per tutta la mattinata si celebrano le sante messe e, al termine di ognuna, viene distribuito il “Pane di Sant’Antonio”. Si tratta di panini benedetti che tengono vivo il “pondus pueri”, un’antica usanza secondo la quale i genitori in cambio di protezione per i propri figli promettevano a sant’Antonio tanto pane quanto fosse il peso dei fanciulli. Sembrerebbe che tale pratica sia originato da un miracolo del santo il quale, avendo fatto resuscitare un bimbo morto annegato, ottenne dalla madre di questi tanto pane per i poveri quanto era il peso del bambino. Quel pane fu anche all’origine dell’Opera del Pane dei Poveri, poi divenuta Caritas Antoniana, che si occupa di portare generi di prima necessità e assistenza ai poveri di tutto il mondo.
Ad Amalfi le celebrazioni liturgiche si svolgono nella chiesa dedicata al Santo, nel rione “Sant’Antonio” (in realtà “Capo di Croce”).

La chiesa è parte integrante del Convento di Santa Maria degli Angeli che ai primi dell’ottocento venne trasformato nell’attuale Hotel Luna Convento e che, pare, sia stato fondato nel 1220 da San Francesco da Assisi, recatosi ad Amalfi in visita alle reliquie di sant’Andrea.
In condizioni normali il pomeriggio si sarebbe dovuta svolgere la processione del Santo.
La statua di Sant’Antonio viene portata sulla spiaggia di Atrani, dove viene imbarcata e, con un folto seguito d’imbarcazioni, giunge al “Molo Pennello” di Amalfi.

Una tradizione ormai scomparsa era quello di far accompagnare la statua del santo dai “monaciarelli”, dei bambini vestiti con il tipico saio monacale, il cordone intorno alla vita e un bavaglino bianco legato al collo.

Dal molo la statua viene poi trasferita in Cattedrale, dove si celebra una messa solenne e, al termine della stessa, in Piazza Duomo si svolge la “Alzata” del Quadro di Sant’Andrea”, prologo della grande festa “del patrocinio” che si terrà il 27 di giugno. (Ne parleremo in un altro articolo)…

La statua di Sant’Antonio fa quindi ritorno alla sua chiesa, seguito dalla processione dei fedeli e da un coloratissimo spettacolo pirotecnico.

A Conca dei Marini la chiesa che ospitala Sant’Antonio sorge su uno sperone di roccia proiettato in un meraviglioso scenario azzurro, fatto di cielo e di mare, con sullo sfondo Li Galli e i Faraglioni di Capri. La statua del santo, del XII secolo, giunse a Conca nel 1692 e due anni dopo il Santo venne proclamato protettore della cittadina. Sulla facciata dell’edificio, infatti, insieme all’effige del santo spicca la scritta in latino PROTEGAM CIVITATEN ISTAM (proteggerò questa città), e che al suo interno si conserva una preziosa pala d’altare raffigurante la Madonna tra i Santi Andrea Apostolo e Giovanni Battista… al quale la chiesa è intitolata!

Gli abitanti del comprensorio, tuttavia, da sempre indicano l’edificio come “‘A chies’e’ Sant’Antonio” nella quale si svolgeva l’antichissima tradizione delle “Verginelle Scapellate” (o, secondo altri, “Zitelle” Scapellate)…

Pare che fino a qualche decennio fa, il 13 giugno alle prime luci dell’alba un gruppo di 13 ragazze, vestite di bianco, con i capelli raccolti da una coroncina di edera e a piedi scalzi, partissero da Furore per portare ai piedi del Santo dei Miracoli una speciale preghiera che era stata affidata ad ognuna di loro dai devoti che chiedeva al Santo una grazia o lo voleva ulteriormente omaggiare il santo per “grazia ricevuta”…

redazione
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