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“Partecipare alla maternità spirituale di Maria” è ciò che Teresa Amato ha imparato dal suo maestro, fra Antonio Mansi

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La notizia della morte della signorina Teresa Amato di Ravello, educatrice, terziaria francescana, è stata appresa da Miquel Bordas Proszynski, presidente Internazionale della Milizia dell’Immacolata, Associazione Pubblica di Fedeli, fondata da San Massimiliano Kolbe, Fra Antonio Mansi e altri cinque confratelli francescani conventuali nel 1917. Segue testo del pensiero che, attraverso queste pagine, Proszynski ha voluto rendere nel ricordo della cara signorina Teresa. Segue testo.

Da Ravello riceviamo la notizia della morte di Teresa Amato. Non abbiamo avuto la gioia di averla incontrata di persona, ma siamo stati edificati dalla storia di questa grande donna, che ha donato la sua lunga vita a Dio e al prossimo, soprattutto attraverso l’educazione di generazioni di bambini ravellesi, senza dimenticare i bisogni dell’infanzia nei paesi del Terzo Mondo attraverso l’associazione Cielo-Terra: progetto Madagascar.

La cittadina cristiana della costiera amalfitana – come tutta l’Italia, aperta sul mare – continua a essere capace di produrre suggestive storie di santità, apparentemente semplici, ma che hanno questa scintilla celeste di una vita presieduta e ordinata dalla fede, dalla speranza e dalla carità.

L’azzurro del Mediterraneo ci rimanda continuamente allo splendore dell’Immacolata, che conquistò il cuore di Fra Antonio Mansi e che ha riempito di luce anche il volto di Teresa Amato.

“Partecipare alla maternità spirituale di Maria” è ciò che la signorina Amato ha imparato dal suo maestro, fra Antonio Mansi, cofondatore con san Massimiliano Kolbe della Milizia dell’Immacolata a Roma nell’ottobre 1917.

Si tratta, in somma, della consacrazione all’Immacolata – lasciarsi guidare con fiducia da Lei, efficace pedagoga dello Spirito delle nostre anime. L’obiettivo è la santità, cioè, sintonizzare concretamente i nostri cuori con il cuore di Dio. Come scriveva Fra Antonio il 15 dicembre 1915 in una preghiera che lo accompagnò sempre: “O Signora mia, o Madre mia! Ricordatevi che io sono vostro. Conservatemi, difendetemi come vostra cosa e possessione.”

Nello stile di Maria, la nostra Teresa ci insegna ad educare (“trarre fuori”), a partire dal carisma francescano. Nessuno educa da solo, nessuno si educa solo. Il metodo, la fiducia. Senza altro interesse che far progredire nel bene i suoi studenti, lei dedicò il suo tempo e i suoi talenti a stimolare con perseveranza l’intelletto e le virtù morali dei suoi allievi, suoi numerosi figli spirituali.

Dicono che le anime amorevoli di Maria vanno in Paradiso molto velocemente, in ascensore. Teresa, continua ad educare i tuoi bambini di Ravello.

Miquel Bordas Proszynski

redazione
http://www.quotidianocostiera.it
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