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10 giugno 1940, l’Italia dichiara guerra a Gran Bretagna e Francia

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di RITA DI LIETO

Inglesi e Francesi presenti in Italia diventano ‘stranieri indesiderati’. Si teme che trasmettano ai loro paesi dati sensibili, notizie strategiche riguardanti il nostro territorio.

Si mette subito in moto la macchina organizzativa per internarli in campi di concentramento.

Arrivano, però, dal fronte molti prigionieri di guerra nemici, sempre più numerosi. E non ci sono abbastanza campi.

Il 4 settembre  1940 Mussolini emana il Decreto del Duce “Disposizioni relative al trattamento dei sudditi nemici internati” che, oltre all’internamento ‘civile’, istituisce l’internamento ‘libero’. Gli internati liberi ricevevano un sussidio di £ 20 che non non bastava a soddisfare i loro bisogni.

I DIVIETI

1 – Divieto di allontanarsi dal perimetro dell’abitato del Capoluogo del Comune;

2 – divieto di lasciare l’abitazione prima dell’alba e di rincasare dopo l’Ave Maria;

7 – divieto di tenere presso di sé passaporti o documenti equipollenti e documenti militari;

8 – divieto di possedere somme di denaro oltre £ 100;

9 – divieto di possedere armi o strumenti atti ad offendere;

10 – divieto di occuparsi di politica;

11 – divieto di leggere giornale e libri stranieri;

12 – divieto di tenere apparecchi radio;

13 – divieto di ricevere visite famigliari e di convivere con essi salva l’autorizzazione del Ministero dell’Interno;

Gli obblighi:

4 – essere presente tutte le mattine alle ore 11 nel Comune, per l’appello giornaliero;

5 – obbligo di vivere isolatamente, senza accompagnarsi comunque con persone;

6 – obbligo di serbare buona condotta, non dar luogo a sospetti e mantenere contegno disciplinato;

(In sintesi, avevano l’obbligo di condurre un tenore di vita ritirato, conforme al loro stato di sottoposti a provvedimenti di polizia).

14 – L’internato che trasgredisce le suddette prescrizioni sarà punito a termini di legge e trasferito in una colonia insulare.

In conformità a queste disposizioni, la pittrice Elisabeth Krugell, meglio nota come Lisa Krugell, (Strasburgo 1893 – Minori 1977),  che aveva soggiornato negli anni precedenti tra Paestum ed Amalfi, viene mandata come ‘internata libera’ nel sud delle Marche, nella valle del Tenna, a Santa Vittoria in Matenano, allora in provincia di Ascoli Piceno, ora in quella di Fermo. Si sceglievano i piccoli comuni dell’interno per tenerli facilmente sotto controllo. In provincia di Ascoli Piceno ne erano 14.

Abbiamo desunto le notizie dal libro dello storico Filippo Ieranò, Eroi sulle colline, Edizioni KDP 2013. L’autore è il fondatore della Casa della Memoria di Servigliano (campo di concentramento già della Prima Guerra Mondiale). Il suo libro di 400 pagine si può ben definire “la più esauriente storia dell’internamento in Italia”. Ne ha scandagliato a fondo ogni aspetto, spiegando tutti i perché, procedendo di pari passo con gli eventi storici, denunciando la riluttanza oggi ad affrontare il dibattito sulla deportazione degli ebrei in Italia.

Tra la ricca documentazione c’è una nota della Questura di Ascoli Piceno, senza data e senza firma, con il Profilo di Mme Krugell:

“Carattere irrequieto e insofferente delle misure prese nei suoi riguardi. Nutre sentimenti di odio profondo contro gli italiani e i tedeschi, per quanto, essendo alsaziana, tenti ora di passare per tedesca onde ottenere il passaporto Germanico e conseguire così la revoca dell’internamento. Coniugata e poscia divorziata, è di condotta morale dubbia. Vigilare sulla corrispondenza in partenza perché si lascia sfuggire frasi non esattamente corrette. Dalla Questura e da quest’ufficio viene diffidata a scrivere con più chiara e leggibile grafia la sua corrispondenza piuttosto numerosa. E’ abituata a chiedere favori per un sollecito inoltro delle sue lettere e protesta violentemente se avviene un piccolo ritardo. Metterla a Posto!”

Le contestazioni di Ieranò a questi giudizi:

“Il carattere ‘irrequieto e insofferente’ per le misure restrittive sono il segno di un grande desiderio di libertà. Dubito che nutrisse sentimenti di odio verso gli italiani. Forse disprezzava il fascismo e il nazismo. Ieranò riporta poi la testimonianza di Maria Marini, un’abitante di Servigliano:

“C’erano anche degli internati che stavano in alcune casa del paese. Io conoscevo Lisa Krugell,  francese molto simpatica, la quale, in ricordo della nostra amicizia, mi ha regalato un quadro che aveva dipinto a Napoli”.

E  Ieranò conclude: “Era una donna di grande dignità”.

L’armistizio separato dell’ 8 settembre 1943 e il concomitante sbarco a Salerno degli Alleati dà luogo alla divisione della penisola in due stati: Il Regno del Sud, con il Re sotto la protezione degli Alleati a Brindisi, e la Repubblica Sociale Italiana (RSI), con Mussolini sotto il controllo di Hitler.

L’occupazione tedesca, e quindi la deportazione degli ebrei nelle Marche, iniziò l’8 settembre 1943, ma gli abitanti di Santa Vittoria in Matenano, a rischio della vita, protessero gli ebrei nascondendoli nelle loro case o facendoli nascondere in casolari sperduti, in una forma di ‘resistenza civile senz’armi’ al nazifascismo.

Gli Alleati arrivarono nelle Marche nel giugno 1944 e tutti gli internati tornarono a casa.

redazione
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