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Nuove suore per il Monastero di Ravello, ma il portone non si apre…

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Si sono barricate all’intero del monastero le ultime tre suore di Ravello che rifiutano il trasferimento per il timore dell’estinzione della storica istituzione claustrale.

Questa mattina, poco dopo le 8, il commissario straordinario del monastero, padre Giorgio Silvestri (già economo generale dell’ordine dei Frati Minori Conventuali) con suor Damiana Ardesi, presidente delle Clarisse Urbaniste d’Italia, ha bussato alle porte del monastero per introdurre due “nuove” suore con lo scopo di “sostituire” le ribelli. Tra queste suor Maria Cristina Fiore di 97 anni che con le altre due consorelle, l’indiana Angela Maria Punnacka e la nolana Massimiliana Panza sono destinatarie di provvedimento di trasferimento già dallo scorso mese di giugno.

Questa mattina il portone è rimasto chiuso: la delegazione, formata da un altro sacerdote e da un tecnico della federazione delle clarisse, è ritornata intorno alle 10 accompagnata dai carabinieri della stazione di Ravello: padre Giorgio ha parlato al citofono con Suor Massimiliana chiedendo di entrare. La monaca che conduce la resistenza ha rimandato di qualche ora l’incontro, in relazione alle proprie disponibilità o necessità. Presente anche il sindaco Paolo Vuilleumier, di passaggio (abita poco distante dal monastero) che ha colloquiato con padre Giorgio e i suoi assistenti.

Stando a quanto appreso il commissario porterebbe con sé un provvedimento degli organi superiori destinato proprio a Suor Massimiliana e a Suor Angela, mentre ad assistere l’inferma suor Maria Cristina (l’unica a rimanere nel monastero in cui vive da ben 68 anni) sarebbe pronta una suora con mansioni di infermiera.

Da alcuni anni il monastero di Ravello, ritenuto tra le più antiche fondazioni francescane femminili in assoluto, documentata a partire dalla seconda metà del XIII secolo, è a rischio soppressione.

La scorsa primavere le ultime tre monache rimaste hanno scritto a Papa Francesco offrendogli in dono tutte le proprietà del monastero per la sua carità. Il 25 giugno dal Vaticano il Sostituto per la Segreteria di Stato veniva incaricato dal Pontefice di comunicare alle monache l’accettazione della donazione. Ma la gioia delle consorelle è durata davvero poco perché, dopo pochissimi giorni, il Dicastero vaticano per i religiosi inspiegabilmente ha disposto il trasferimento, immediato e perentorio, delle tre suore in tre diversi monasteri italiani. Fino ad oggi Suor Massimiliana e le altre non hanno abbandonato il monastero per scongiurare il pericolo dell’estinzione.

“Il monastero non è soppresso. Io sono qui per portare delle nuove suore in più, una è infermiera che si prenderà cura dell’anziana 97enne”. Lo ha dichiarato padre Giorgio Silvestri all’ingresso del monastero. “Soltanto che la permalosità e un po’ di incomprensione, la paura, hanno bisogno della loro intimità, d’altra parte è comprensibile in questo tipo di vita claustrale, ci impedisce il dialogo con le attuali occupanti – ha aggiunto -. Dobbiamo parlare con queste suore. Certamente ce ne sarebbero in più”.

Alla domanda se il monastero continuerà la propria attività con le due nuove suore a sostituirne altrettante, ha risposto: “Lo scopo è proprio quello di prendersi cura di Suor Maria Cristina, il monastero è già vivo ed esistente e prosegue. Tutto il resto sono questioni interne di dialoghi tra suore, dovremmo chiarirlo anche parlando con le attuali”. Quindi la federazione sta immettendo nuove energie per consentire la prosecuzione di questa istituzione viva da oltre sette secoli? “Si, proprio così” ha confermato padre Giorgio.

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