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Positano, undici anni senza il VEP. Suo messaggio sempre più attuale

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di SIGISMONDO NASTRI

Oggi c’è Greta Thunberg a far da guida e portavoce a un esercito di ragazzi – ragazzi come lei -, impegnati a sensibilizzare governi e popolazioni sulla necessità di salvare il nostro pianeta, messo a rischio dal cambiamento climatico e, dunque, da inquinamento, deforestazione, scarsa attenzione per l’ambiente. Papa Francesco ha dedicato un’enciclica, Laudato sì, alla difesa del creato. Poi è stato presentato, nel nome di san Francesco, il Manifesto di Assisi, che intende promuovere “un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica”.

Noi, in Costiera, quando ancora questa sensibilità non era ben avvertita, avevamo Raffaele Di Martino, altrimenti conosciuto come il VEP, venuto a mancare il 20 gennaio del 2012.

Personaggio pittoresco, sotto molti aspetti – l’abbigliamento, il modo grintoso, ma originale, di manifestare -, era un ambientalista autentico, tenace, disinteressato. Sul finire degli anni Settanta, visto che non vi aveva provveduto il Comune, si fece carico di mettere, a sue spese, i cestini portarifiuti lungo le stradine di Positano. Fu anche protagonista di tante battaglie, da solo e a supporto di iniziative promosse dal Wwf e da altre associazioni ecologiste. Cito quella in difesa della integrità della spiaggia di Remmese, cementificata per assicurare uno sbocco a mare all’albergo sovrastante.

Le pareti esterne della sua abitazione erano sempre tappezzate di cartelli: di denuncia e di protesta. Gli stessi cartelli con i quali si presentava a convegni e manifestazioni pubbliche. In Costiera e non solo. Anche a Salerno, a Napoli e a Roma, davanti ai palazzi del potere. “Armato” di una scimitarra, o di enormi forbici o di un grosso rasoio, rigorosamente di legno: simboli della volontà di dare un taglio netto a metodi, stili, comportamenti, non rispettosi della natura, del paesaggio, dell’ambiente. Una presenza, la sua, che non passava mai inosservata. E che, in qualche caso, gli procurò grane.

Nei momenti di relax gli piaceva cantare, accompagnandosi con la chitarra. Era dotato di una voce calda e intonata. Spesso lo chiamavano a esibirsi nei ristoranti sulla Spiaggia Grande di Positano. A lui si deve una canzone in cui – cito il fotoreporter Massimo Capodanno, un altro amico che ci ha lasciati – turismo ed ecologia si fondono in perfetta comunione tra loro. Ne fece un disco da 45 giri insieme col musicista statunitense Shawn Phillips. Sulla copertina la scritta: “’A Speranza Ecologica’… I Vep a Tutela della Natura fonte di vita dell’Umanità. L’ecologia è l’equilibrio e la difesa del sistema di vita sana”.

Amava la fotografia. Ed era bravo a riprendere gli angoli più suggestivi del territorio ma soprattutto a documentare sconci, negligenze, abusi. Cosa che lo portò, in certe circostanze, a scontrarsi con i pubblici amministratori.

Sigismondo Nastri

redazione
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